Stagionali penalizzati nel decreto (senza) dignità

Stagionali penalizzati. Il turismo e’ il petrolio dell’italia e difendere i settori professionali che operano in questo comparto dovrebbe essere una priorita’ ed un dovere di questo governo.

Le imprese turistiche, termali, agroalimentari, rappresentano la spina dorsale, l’ossatura del paese, sono quelle realta’ che grazie a competenza e professionalita’ rendono grande l’italia nel mondo e al tempo stesso creano occupazione ed economia sana.

E il governo invece di sostenerle e tutelarle cosa fa? Le penalizza!

Oggi, alla resa dei conti, ci confrontiamo con una chiusura ottusa e rigida, con l’incapacita’ di ascoltare non la voce di marco silvestroni o di fratelli d’italia, ma quella delle categorie imprenditoriali e dei lavoratori stagionali.

E’ facile difendere le cause in piazza e sui social piu’ difficile invece farlo nell’aula parlamentare con gli strumenti opportuni.

Aiutare le aziende significa creare occupazione.

Era un’equazione facile che vi e’ completamente sfuggita.

Il nostro emendamento e’ un emendamento di buon senso che avrebbe rappresentato per i settori indicati un punto dirimente.

Si trattava infatti di evitare l’applicazione dell’aumento dello 0,5% del contributo previsto dalla legge fornero al rinnovo dei contratti a tempo determinato sottoscritti per ragioni di stagionalità, peraltro già impropriamente gravati dall’addizionale dell’1,4%.

Avevate l’occasione di dare una prima spallata proprio a quella odiosa legge fornero con la quale vi siete riempiti la bocca per anni e invece l’avete persa…

Inoltre, dal momento che i rinnovi dei predetti contratti “stagionali” non soggiacciono alle limitazioni previste dal d.lgs. N. 81/2015, l’applicazione dell’aumento in oggetto “in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato”, avrebbe l’effetto paradossale di moltiplicare, senza alcun limite, tale incremento contributivo che invece, per gli altri contratti, non supera il 2%.

Un’imposizione insomma ingiustamente penalizzante per tutti quei settori che utilizzano questi contratti come strumento ordinario per lo svolgimento delle attività dell’azienda.

Avremmo voluto evitare di danneggiare realtà aziendali molto importanti per il nostro paese la cui competitività rischia invece di venire particolarmente svantaggiata, con ulteriore danno alla loro capacità competitiva ed a discapito dell’occupazione dei territori per i quali questi settori rappresentano la principale risorsa occupazionale.

E tutto questo proprio negli stessi giorni in cui l’istat ci dice che la disoccupazione sale oltre il 10%. Questi dati demoliscono da soli il decreto. Fermatevi!!! Il post su l’approvazione del decreto dignità se lo mettete a settembre è uguale, l’italia sopravviverà anche senza questo annuncio sul blog di peppe grillo ad agosto. Ma non fate disastri!

Per questo vi chiediamo di riconsiderare qui, ora, l’emendamento proposto e votarlo favorevolmente.


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