Il turismo come volano per il rilancio dell’Italia e la rivoluzione digitale

Il turismo mondiale è un settore in buona salute con un trend in continua crescita.
Più oscillante invece il dato che riguarda il turismo italiano che, sebbene nel 2017 abbia consolidato la sua posizione di quinta destinazione turistica mondiale con più di 50 milioni di arrivi internazionali, risente di alcune criticità strutturali ed altre congiunturali.

 

Problematiche strutturali e congiunturali

Tra le problematiche strutturali va evidenziato su tutti il tema dell’accessibilità. L’Italia e’ di fatto spaccata in due: il centro nord accessibile perché collegato da infrastrutture aeroportuali o dall’alta velocità ferroviaria e il sud che, tranne alcune eccezioni, e’ inaccessible e chiuso al turismo. Esiste dunque una “questione sud” che va considerata. Parliamo di territori che avrebbero tutti i requisiti in termini di risorse, ma che necessitano di interventi strutturali imponenti. se consideriamo che i ricavi da turismo di tutto il sud italia corrispondono a quelli della sola toscana e sono molto più bassi di quelli del lazio capiamo di cosa si sta parlando.

A queste criticità va aggiunto il ritardo cronico che l’italia sconta nei confronti di tutti i principali competitor rispetto al tema dell’innovazione tecnologica. Le attitudini ed i comportamenti dei viaggiatori sono infatti sempre più “social” e “digital” con un uso di internet essenziale sia nella fase di ispirazione del viaggio, sia in quella di pianificazione, cosi’ come in quella di fruizione una volta giunti sul posto. E’ perciò fondamentale che si diano formazione e strumenti adeguati al settore pubblico per le attività di promozione del “prodotto italia” affinché si attiri l’attenzione sulle nostre unicità e si stimolino nei potenziali turisti esperienze di visita quanto più possibile coinvolgenti.

L’innovazione tecnologica e il turismo digitale

Va detto poi che l’innovazione tecnologica dovrebbe permeare anche settori fondamentali per il turismo italiano come quello dei beni culturali che purtroppo sconta un forte ritardo sui modelli di offerta e che si trova alle prese con diffusi ed urgenti problemi di conservazione e tutela del patrimonio.
Una ricerca di qualche anno fa del centro studi srm intesa san paolo aveva evidenziato che il PIL turistico potrebbe crescere di 4 miliardi di euro l’anno se si riuscisse ad aumentare la sinergia tra i vari prodotti turistici. ad esempio spiagge e musei oppure beni culturali e tour enogastronomici.
Puntare su un turismo che integri l’offerta culturale con quella agroalimentare, che rappresentano i veri punti di eccellenza del nostro paese, significherebbe generare un effetto moltiplicativo sul territorio. se poi a tutto questo aggiungiamo la massima ottimizzazione del turismo online potremmo avere una vera ulteriore crescita del PIL nazionale.
Il turismo digitale e’ un settore ad elevato tasso di innovazione, in continuo divenire. Lo sforzo e l’impegno della politica deve essere pertanto nel garantire efficienza ed efficacia al sistema turistico nazionale con interventi mirati in termini di formazione, a partire da quella scolastica, per proseguire su quella professionale, favorendo iniziative di collaborazione tra universo scolastico e mondo del lavoro.
Torna ancora centrale poi il tema delle infrastrutture: la diffusione capillare di una connettività di qualità è fondamentale per dare risposte adeguate alla fisiologica mobilita’ del turista, ma anche per supportare l’attività di PMI, professionisti e privati impegnati nel settore del turismo. Al tempo stesso è di tutta evidenza l’urgenza, anche alla luce delle ultime drammatiche vicende che hanno riguardato lo stato manutentivo delle nostre infrastrutture, tracciare con il ministero preposto una sorta di “road map” delle infrastrutture critiche su cui intervenire prioritariamente o in modo radicale o per un potenziamento.

Turismo come petrolio

Non facciamo altro che dire che il turismo per l’italia e’ il nostro oro nero, il nostro petrolio. Ma il petrolio per diventare ricchezza va prima estratto e poi trattato. Lo stesso dovrebbe valere per le nostre straordinarie risorse. Finora invece la sensazione è che nessun governo abbia mai davvero valutato questa ricchezza in modo adeguato adagiandosi senza una vera strategia su quello che la storia e la natura ci hanno consegnato in eredità.
La crisi economica che sta investendo ormai da anni l’Europa aveva avuto i suoi effetti nefasti in Italia anche nel settore turistico negli anni passati. Empasse dalla quale siamo risaliti certo non grazie a delle politiche lungimiranti. Se non fosse stato per l’impegno straordinario di tanti operatori del settore e per alcune vicende contingenti come gli effetti del terrorismo che hanno di fatto penalizzato tra le mete di destinazione la Francia ed il sud del Mediterraneo privilegiando l’Italia, oggi racconteremmo una storia diversa.

Quello che fino ad oggi è mancato veramente e che ci auguriamo possa con il dicastero del Ministro Centinaio cominciare ad essere tracciato – e noi siamo qui per dare il nostro contributo – è una visione del paese per fare crescere qualitativamente l’offerta e rendendo cosi’ l’Italia più competitiva sul mercato internazionale.
In questo senso la conoscenza, la riappropriazione, la difesa e la valorizzazione sia del patrimonio materiale storico-artistico ed enogastronomico, sia di quello immateriale delle tradizioni, del saper fare, del saper raccontare, nonché della natura e del paesaggio, insomma in una parola del “Made in Italy”, potranno diventare il vero volano di crescita per la nostra bella Italia.


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