Fatturazione elettronica: grave errore l’obbligatorietà per le PMI

Quando diciamo di essere dalla parte degli italiani non si tratta di un semplice slogan a fini propagandistici, ma piuttosto del profondo amore e della profonda conoscenza che Giorgia Meloni e tutto il partito di Fratelli d’Italia nutre nei confronti della propria patria.

E la conoscenza implica il rispetto per quello che è il tessuto sociale, economico e culturale del nostro paese.

L’Italia è una nazione composta prioritariamente di piccoli comuni al di sotto dei 5000 abitanti, così come dalle piccole e medie imprese che rappresentano la quasi totalità del sistema produttivo nazionale. 

E’ per queste precise ragioni che ci battiamo affinché si tenga conto nei provvedimenti del governo di quelle che sono le necessità precipue delle PMI.

L’opinione dell’Ordine dei commercialisti

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha sottoscritto le stesse perplessità che Fratelli d’Italia esprime da tempo sul tema della fatturazione elettronica e sull’urgenza di renderla obbligatoria a partire dalle imprese più grandi, per poi estenderle con gradualità alle altre.

L’obbligatorietà immediata per le piccole e medie imprese è un grave errore del precedente Esecutivo che l’attuale maggioranza grillo-leghista sbaglia a ripetere.

Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per cambiare questa. Basta ammazzare le imprese con la burocrazia.

La proposta di Fratelli d’Italia

Per questo stupisce la chiusura totale nei confronti della proposta di FdI di introdurre termini differiti per le imprese per adeguarsi all’obbligo della fatturazione elettronica a seconda della grandezza dell’azienda, alimenta dubbi importanti sull’effettiva volontà di questo esecutivo di ascoltare la voce del paese.

Su questo provvedimento ho anche presentato un’interrogazione in commissione e la risposta ricevuta dal sottosegretario Villarosa è la conferma di quanto appena detto e motivo di forte preoccupazione per tutte quelle piccole realtà produttive che si troveranno con l’anno nuovo ad affrontare questa ennesima stangata.

Dispiace constatare che non si sia voluto tenere in considerazione una proposta che aveva come sempre alla base un criterio di buon senso e di presa d’atto che le norme devono tener conto delle realtà alle quali si applicano.

L’impressione è che nei confronti delle PMI, spina dorsale della nostra economia, si continui ad avere un atteggiamento più punitivo che incentivante.


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